Regia: Nanni Moretti
Produzione: Sacher Film, Fandango ITA
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli
Fotografia: Alessandro Pesci
Montaggio: Esmeralda Calabria
Scenografie: Paola Bizzarri
Musiche: Franco Piersanti
Genere: Commedia
Con: Michel Piccoli, Nanni Moretti, Margherita Buy
Durata: 104'
Alla morte del Pontefice si riunisce il conclave. I primi scrutini si concludono con delle fumate nere, dato che i cardinali favoriti alla successione non ottengono il quorum necessario. Dopo altre votazioni, viene eletto a sorpresa il cardinale Melville (Michel Piccoli). In piazza San Pietro i numerosi fedeli attendono ormai da ore il nome del nuovo Papa e proprio mentre il cardinale protodiacono esce dal balcone per annunciare il nome del nuovo Pontefice, il neo-eletto ha una violenta crisi di panico e fugge via nello sconcerto generale, interrompendo la cerimonia prima che sia proclamata la sua elezione.
A 5 anni dal suo ultimo lavoro (Il Caimano), il nuovo atteso undicesimo lavoro di Nanni Moretti segna una svolta nella geografia sentimentale del regista romano che decide di ambientare la sua storia all'interno delle mura vaticane e di scandagliare da vicino le fragilità umane di una figura imponente che dialoga quotidianamente con il divino, rinchiuso nella prigione dorata vaticana.
Non una dissacrante opera anti-clericale, ma un film dalle due facce: una più umoristica e l'altra drammatica. Un Moretti diverso, non più perno intorno a cui girano le vicende ma, ingranaggio a servizio della storia. I suoi leit-motiv (l'interno in auto, la scena danzante, lo psicologo..) ci sono tutti ma hanno un sapore diverso, più lieve e mite anche la sua vis polemica.
Una riflessione sulla solitudine, sulle fragilità e le difficoltà di un uomo di fronte a grandi responsabilità e sul fallimento. Fosse anch'egli un Papa (interpretato da uno straordinario Michel Piccoli) siamo destinati a soffrire soli, con o senza fede Un film ambizioso alla ricerca disperata di un equilibrio formale ed emotivo che non raggiunge mai, incerto tra il serio e faceto. Evitabili e discutibili le scene con i cardinali pallavolisti e alcune trovate surreali in un opera tecnicamente ineccepibile ma sostanzialmente incompleta.
VOTO 6
mercoledì 4 maggio 2011
mercoledì 6 aprile 2011
Non Lasciarmi
Regia di Mark Romanek
Produzione: USA, GB 2010 20th Century Fox
Sceneggiatura: Alex Garland
Fotografia: Adam Kimmel
Montaggio: Barney Pilling
Scenografie: Mark Digbie
Musiche: Rachel Portman
Genere: Drammatico
Con: Keira Knightley, Andrew Garfield, Carey Mulligan
Durata: 103'
Katy H.(Carey Mulligan) ricorda il suo passato, quando insieme ai suoi compagni Ruth (Keira Knightley) e Tommy (Andrew Garfield) ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza nel severo college di Hilsham, immerso nell’idilliaca campagna inglese, senza nessun contatto o conoscenza del mondo esterno. Ormai adulti si ritrovano per affrontare i segreti celati nel loro oscuro passato comune che li costringe ad affrontare un percorso esistenziale doloroso ed intenso che li terrà legati al doppio filo, fino alla fine delle loro brevi e necessarie esistenze.
Il libro di Kazuo Ishiguro “Never let me go” da cui è tratta la pellicola è stato uno dei pochi casi letterari degli anni 00, definito da molti addetti ai lavori uno dei migliori romanzi dell’ultimo decennio. È sempre difficile, com’è noto, trasporre sul grande schermo un libro, a maggior ragione se si tratta di un’opera così importante, complessa ed amata.
Ad occuparsi dell’impervio adattamento viene chiamato Alex Garland (Sunshine/28 Giorni dopo) che pur tradendo immancabilmente la parabola distopica di Ishiguro, immersa in un atmosfera nebulosa e sospesa che procede per accumulo, riesce lo stesso a veicolare con efficacia i numerosi sottotesti e le peculiarità della vicenda, senza cedere (e eccedere) in facili sentimentalismi. Tratteggiandone i meriti però, c’è da dire che la sceneggiatura rimane l’anello debole del film, troppa la densità emotiva da gestire e troppo sottili le inquietudine e le assonanze che confluivano dalla materia letteraria, che rivelava in maniera graduale la natura distopica della storia, e che purtroppo si perdono nella traduzione filmica che palesa in apertura questo elemento essenziale.
D’altro canto la regia di Mark Romanek (One hour photo) – un passato da regista di culto di videoclip musicali – è soffusa, geometrica, con tinte fosche e inquietanti, ma fedele alle intenzioni di Ishiguro, imperlando il suo lavoro con l’uso equilibrato di campi lunghi e primissimi piani, conducendo la pellicola verso un piano sempre più astratto e metaforico. La bellissima scenografia di Mark Digby (The Millionaire) si fonde con le musiche della compositrice Rachel Portman (Le regole della Casa del Sidro) amalgamandosi all’atmosfera plumbea dello spirito del romanzo. Sull’ottimo comparto tecnico si muovono con estrema convinzione e partecipazione le interpretazioni dell’intensa Keira Knightley(Last Night), la talentuosa Carey Mulligan(An education) e il lanciatissimo Andrew Garfield (The Social Network).
Cupo, malinconico ed elegante il film di Romanek è una storia d’amore atipica, insolita ed angosciante che si poggia sul genere fantascientifico pur non attingendo a nessun crisma del genere. La storia di tre anime che crescono, amano e soffrono cercando di dare un senso alle loro esistenze, accettando con composto dolore il loro tragico ed ineluttabile destino.
VOTO 7
venerdì 18 marzo 2011
Top songs 2010 part II
10 - SUFJAN STEVENS - All delight people (rock version) @live
Uno dei migliori giovani cantautori esistenti, un genio visionario e ambizioso. Questa versione rock (c'è anche una versione estesa e diversa nel EP) fa parte di un EP straordinario di 6 canzoni e 60 minuti di musica, uscito a sorpresa e gratuito il giorno stesso dell'annuncio su internet. Una ballata folk sbilenca e ammaliante con cori, strumenti vintage e scoppiettanti fanfare.
9 - TENNIS - Marathon @live
I coniugi Moore propongono un beach-pop indie che richiama le melodie dei Beach Boys ed i gruppi femminili dei primi anni 60. Gemma pop rapida e contagiosa, solare e nostalgica, di una raffinatezza lo-fi retrò imperlata dalla graziosa voce di Alaina Moore.
8 - DEERHUNTER - Revival @video
Sofisticati e osannati dalla critica i talentuosi americani al loro quarto album trovano il perfetto compromesso tra malinconia e vitalità, sinteticità e pulsazione sentimentale. Questa ballata inebriante e vellutata ne è il sunto più eloquente e lussureggiante.
7 - WARPAINT - Undertow @video
Le quattro ragazze californiane costruiscono mondi sonori che assomigliano a mondi inesplorati e lande desolate e oscure con orizzonti lontani. La cupa melodia si attacca alla pelle e s'insinua seducendoci e stordendoci lievemente come le nostre contrazioni oscure.
6 - FOALS - Spanish sahara @video
Con il secondo album il gruppo di Brighton abbandona le atmosfere math e frenetiche per diluirle nelle armonie fatte di dolci arpeggi e psichedelici rimandi. Questo splendido singolo sintetizza tutta la ricerca di un sound più morbido che si affida alla colonna portante della melodia.
5 - VAMPIRE WEEKEND - Cousins @video
Non tradiscono i quattro newyorchesi al loro secondo album mantenendo gli ingredienti principali del loro scoppiettante esordio. Sotto la godibile superficie pop si nascondono arrangiamenti elaborati che rendono il loro sound immediato ed originale grazie alla loro continua ricerca ritmica. Questo singolo dalla melodia catchy e ritmo sincopato ne è una dimostrazione esemplare.
4 - THE NATIONAL - Conversation 16 @video live
Uno dei dischi più attesi dell'anno e ennesima conferma per il gruppo di Matt Berninger, il frontman con la voce baritonale che è il vero marchio di fabbrica della band, capace di portare i pezzi dell'album al loro apice, come in questa ballata struggente che dilania e poi culla i cuori più fragili. Classe ed intensità.
3 - ARCADE FIRE - The suburbs @video
La band indie del decennio. Fondamentali. Miglior album anno e premi ovunque, sfondando anche nel mainstream.
Stelle del circuito indie, figli della new wave dei tardi anni 70 ma con un'attitudine folk lontana dagli eccessi e dal clamore del grande pubblico. Disincanto post-moderno e armonie romantiche vintage convivono e si esaltano ad ogni nuovo ascolto affinché l'eleganza e le armonie possano fluire. Essenziali.
2 - GROUPLOVE Colours @video
Occhio a questi ragazzi. Vengono da Los Angeles e sono la nuova "next big think" del 2011. Sono arrivati alla ribalta senza nemmeno avere un album grazie ad una manciata di canzoni che circolavano in rete (vedi Arctic Monkeys).
Ora è uscito il loro primo EP e questo è il video del loro primo singolo. Talento e personalità con piglio sfrontato e approccio indie-rock aggiornato al nuovo decennio.
1 - PVT Window @video
Sotto l'ala della migliore etichetta musicale elettronica attuale al mondo, la WARP ci sono questi australiani PVT che con il loro neopsych-electro rock dettano la strada che seguirà l'elettronica d'avanguardia.
Sonorità impervie forse ma seducenti, coglierne tutti gli aspetti, le sfumature, i cambi di ritmo e di stile, è come intraprendere un viaggio in una dimensione parallela all'ordinaria realtà.
Distese di synth, grovigli elettronici, ammiccamenti pop, rigurgiti Eighties, math, post- e chi più ne ha più ne metta. Ma la sensazione è che dietro al caos apparente ci sia un ordine logico. Un capolavoro di modernariato pop.
Uno dei migliori giovani cantautori esistenti, un genio visionario e ambizioso. Questa versione rock (c'è anche una versione estesa e diversa nel EP) fa parte di un EP straordinario di 6 canzoni e 60 minuti di musica, uscito a sorpresa e gratuito il giorno stesso dell'annuncio su internet. Una ballata folk sbilenca e ammaliante con cori, strumenti vintage e scoppiettanti fanfare.
9 - TENNIS - Marathon @live
I coniugi Moore propongono un beach-pop indie che richiama le melodie dei Beach Boys ed i gruppi femminili dei primi anni 60. Gemma pop rapida e contagiosa, solare e nostalgica, di una raffinatezza lo-fi retrò imperlata dalla graziosa voce di Alaina Moore.
8 - DEERHUNTER - Revival @video
Sofisticati e osannati dalla critica i talentuosi americani al loro quarto album trovano il perfetto compromesso tra malinconia e vitalità, sinteticità e pulsazione sentimentale. Questa ballata inebriante e vellutata ne è il sunto più eloquente e lussureggiante.
7 - WARPAINT - Undertow @video
Le quattro ragazze californiane costruiscono mondi sonori che assomigliano a mondi inesplorati e lande desolate e oscure con orizzonti lontani. La cupa melodia si attacca alla pelle e s'insinua seducendoci e stordendoci lievemente come le nostre contrazioni oscure.
6 - FOALS - Spanish sahara @video
Con il secondo album il gruppo di Brighton abbandona le atmosfere math e frenetiche per diluirle nelle armonie fatte di dolci arpeggi e psichedelici rimandi. Questo splendido singolo sintetizza tutta la ricerca di un sound più morbido che si affida alla colonna portante della melodia.
5 - VAMPIRE WEEKEND - Cousins @video
Non tradiscono i quattro newyorchesi al loro secondo album mantenendo gli ingredienti principali del loro scoppiettante esordio. Sotto la godibile superficie pop si nascondono arrangiamenti elaborati che rendono il loro sound immediato ed originale grazie alla loro continua ricerca ritmica. Questo singolo dalla melodia catchy e ritmo sincopato ne è una dimostrazione esemplare.
4 - THE NATIONAL - Conversation 16 @video live
Uno dei dischi più attesi dell'anno e ennesima conferma per il gruppo di Matt Berninger, il frontman con la voce baritonale che è il vero marchio di fabbrica della band, capace di portare i pezzi dell'album al loro apice, come in questa ballata struggente che dilania e poi culla i cuori più fragili. Classe ed intensità.
3 - ARCADE FIRE - The suburbs @video
La band indie del decennio. Fondamentali. Miglior album anno e premi ovunque, sfondando anche nel mainstream.
Stelle del circuito indie, figli della new wave dei tardi anni 70 ma con un'attitudine folk lontana dagli eccessi e dal clamore del grande pubblico. Disincanto post-moderno e armonie romantiche vintage convivono e si esaltano ad ogni nuovo ascolto affinché l'eleganza e le armonie possano fluire. Essenziali.
2 - GROUPLOVE Colours @video
Occhio a questi ragazzi. Vengono da Los Angeles e sono la nuova "next big think" del 2011. Sono arrivati alla ribalta senza nemmeno avere un album grazie ad una manciata di canzoni che circolavano in rete (vedi Arctic Monkeys).
Ora è uscito il loro primo EP e questo è il video del loro primo singolo. Talento e personalità con piglio sfrontato e approccio indie-rock aggiornato al nuovo decennio.
1 - PVT Window @video
Sotto l'ala della migliore etichetta musicale elettronica attuale al mondo, la WARP ci sono questi australiani PVT che con il loro neopsych-electro rock dettano la strada che seguirà l'elettronica d'avanguardia.
Sonorità impervie forse ma seducenti, coglierne tutti gli aspetti, le sfumature, i cambi di ritmo e di stile, è come intraprendere un viaggio in una dimensione parallela all'ordinaria realtà.
Distese di synth, grovigli elettronici, ammiccamenti pop, rigurgiti Eighties, math, post- e chi più ne ha più ne metta. Ma la sensazione è che dietro al caos apparente ci sia un ordine logico. Un capolavoro di modernariato pop.
lunedì 21 febbraio 2011
Rassegna Cinematografica "Punti di Vista" Ciakcity - Lanciano
la rassegna cinematografica "Punti di Vista"
Tutti i martedì a partire dal 8 marzo fino al 19 di aprile verranno proiettate alcune pellicole premiate e amate che hanno caratterizzato la scena cinematografica del 2010 e a causa di penalizzanti logiche di distribuzione non hanno avuto spazio nelle sale della nostra provincia.
Le proiezioni saranno anticipate da una breve presentazione del de-romantico che articolerà la scelta del film e ne illustrerà le informazioni e dati tecnici preponderanti per attingere al punto di vista dell'autore al fine di poter conferire qualche strumento in più per apprezzarne maggiormente la visione.
Vi attendiamo!
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Contributi grafici e video by morango
martedì 25 gennaio 2011
Top Songs 2010 part I
20 - HEY MARSEILLES - Rio
Un sestetto folk che viene da Seattle ci regala una ballata orchestrale con continui cambi di registro che la rendono adorabile ed adatta per ogni risveglio mattutino col buonumore. Questi singolo aperto dal contagioso 'clap hands' riassume tutta la loro poetica musicale, una tavolozza sonora che scivola in un tripudio di fiati e cori.
19 - FYFE DANGERFIELD - Barricades
L'ex leader dei Guillemots nel suo esordio da solista inserisce un gioiellino malinconico struggente e delicato, una ballata garbata e lieve a ribadire a tutti i cuori che: The love is a barricades/ L'amore è una barricata.
Preziosa e rara come perla nel favo custodita nel fondo di un abisso.
18 - SMITH WESTERNS - Be my girl
Uno dei gruppi giovani più interessanti del panorama indie americano. Definiscono la loro musica una specie di garage -glam-lo-fi ma in realtà è indie-rock grezzo e ancestrale. E questa canzone sporca e lisergica è una vera leccornia per i palati fini. Da tenere d'occhio.
17 - SMILES AND FROWNS - The echoes of time
Esordiente duo dell'Arizona sospeso tra le atmosfere retrò con organi, vecchi sintetizzatori, chitarrine vintage e il folk-pop moderno. Questa delicata e dolce-amara song rievoca i bei tempi passati con un mood soffice ed ammaliante che non mancherete di adorare.
16 - THE BLACK KEYS - Tighten up
I 'fratelli' di Akron del blues-garage-punk-rock sfornano l'ennesima delizia per le nostre orecchie. Una calda e suadente rock song dalle linee morbide e conturbanti in perfetto equilibrio tra il blues d'annata e il rock contemporaneo.
15 - KIMBRA - Settle down
Singolo di debutto per questa giovane singer australiana che mischia il soul alla Nina Simone con le sonorità moderne e sperimentali alla Bjork con il piglio melodico di Amy Winehouse. Un brano eccelso e raffinato, conturbante ed elegante dall'anima modern soul.
14 - JAILL - On the beat
Leggenda vuole che la celebre casa discografica indie la Sub Pop li abbia scovati in un locale di Seattle e li abbia subito messi sotto contratto. Di certo questi ragazzi hanno talento ed il loro indie surfing- revival ne è la certezza; melodie che si attaccano ai timpani e inducono all'ascolto reiterato, obiettivo che si prefigge da sempre il power-pop a stelle e strisce.
13 - ERLAND & THE CARNIVAL - Trouble in mind
Anticipato da un video coloratissimo e delizoso, la nuova creatura di Simon Tong, batterista dei The good, he bad & the queen di Damon Albarn è una sarabanda di indie pop venata di psichedelia folk irresistibile ed accessibile a tutti.
12 - PORCELAIN RAFT - Dragonfly
Una delle possibile 'next big things' vengono dal Regno Unito e propongono un indie pop etereo ed intrigante di difficile definizione ma facile seduzione. Sospesi nel limbo che divide la dimensione onirica da quella reale.
11 - BELLE & SEBASTIAN - I want the world to stop
La vita è una merda ammettiamolo, ma poi esce il nuovo singolo dei Belle & Sebastian e di colpo il mondo non ci sembra poi un luogo così male in fondo.
Dio benedica la Scozia e l'indie-pop! Chapeau!
10 - BEST COAST - When I'm with you
In vetta nella classifica stilata dal magazine musicale NME tra le 50 migliori band di questo 2010. Sole, spiaggia, costa californiana e il beach pop anni 60: questi gli ingredienti della musica dei Best Coast. Il singolo è uno spedito surf-pop che evoca i Beach Boys d'annata con ritornello appiccicoso ed annesso mini assolo nel mezzo. Estivo e vintage.
Un sestetto folk che viene da Seattle ci regala una ballata orchestrale con continui cambi di registro che la rendono adorabile ed adatta per ogni risveglio mattutino col buonumore. Questi singolo aperto dal contagioso 'clap hands' riassume tutta la loro poetica musicale, una tavolozza sonora che scivola in un tripudio di fiati e cori.
19 - FYFE DANGERFIELD - Barricades
L'ex leader dei Guillemots nel suo esordio da solista inserisce un gioiellino malinconico struggente e delicato, una ballata garbata e lieve a ribadire a tutti i cuori che: The love is a barricades/ L'amore è una barricata.
Preziosa e rara come perla nel favo custodita nel fondo di un abisso.
18 - SMITH WESTERNS - Be my girl
Uno dei gruppi giovani più interessanti del panorama indie americano. Definiscono la loro musica una specie di garage -glam-lo-fi ma in realtà è indie-rock grezzo e ancestrale. E questa canzone sporca e lisergica è una vera leccornia per i palati fini. Da tenere d'occhio.
17 - SMILES AND FROWNS - The echoes of time
Esordiente duo dell'Arizona sospeso tra le atmosfere retrò con organi, vecchi sintetizzatori, chitarrine vintage e il folk-pop moderno. Questa delicata e dolce-amara song rievoca i bei tempi passati con un mood soffice ed ammaliante che non mancherete di adorare.
16 - THE BLACK KEYS - Tighten up
I 'fratelli' di Akron del blues-garage-punk-rock sfornano l'ennesima delizia per le nostre orecchie. Una calda e suadente rock song dalle linee morbide e conturbanti in perfetto equilibrio tra il blues d'annata e il rock contemporaneo.
15 - KIMBRA - Settle down
Singolo di debutto per questa giovane singer australiana che mischia il soul alla Nina Simone con le sonorità moderne e sperimentali alla Bjork con il piglio melodico di Amy Winehouse. Un brano eccelso e raffinato, conturbante ed elegante dall'anima modern soul.
14 - JAILL - On the beat
Leggenda vuole che la celebre casa discografica indie la Sub Pop li abbia scovati in un locale di Seattle e li abbia subito messi sotto contratto. Di certo questi ragazzi hanno talento ed il loro indie surfing- revival ne è la certezza; melodie che si attaccano ai timpani e inducono all'ascolto reiterato, obiettivo che si prefigge da sempre il power-pop a stelle e strisce.
13 - ERLAND & THE CARNIVAL - Trouble in mind
Anticipato da un video coloratissimo e delizoso, la nuova creatura di Simon Tong, batterista dei The good, he bad & the queen di Damon Albarn è una sarabanda di indie pop venata di psichedelia folk irresistibile ed accessibile a tutti.
12 - PORCELAIN RAFT - Dragonfly
Una delle possibile 'next big things' vengono dal Regno Unito e propongono un indie pop etereo ed intrigante di difficile definizione ma facile seduzione. Sospesi nel limbo che divide la dimensione onirica da quella reale.
11 - BELLE & SEBASTIAN - I want the world to stop
La vita è una merda ammettiamolo, ma poi esce il nuovo singolo dei Belle & Sebastian e di colpo il mondo non ci sembra poi un luogo così male in fondo.
Dio benedica la Scozia e l'indie-pop! Chapeau!
10 - BEST COAST - When I'm with you
In vetta nella classifica stilata dal magazine musicale NME tra le 50 migliori band di questo 2010. Sole, spiaggia, costa californiana e il beach pop anni 60: questi gli ingredienti della musica dei Best Coast. Il singolo è uno spedito surf-pop che evoca i Beach Boys d'annata con ritornello appiccicoso ed annesso mini assolo nel mezzo. Estivo e vintage.
giovedì 13 gennaio 2011
Top Ten film 2010
10 - OLTRE LE REGOLE - The Messengers
Una delle piccole perle della stagione. Snobbato dai media, adorato nei festival e candidato a due premi oscar, il film di Oren Moverman è un film sulla guerra anomalo e straziante. La storia di due ufficiali incaricati di consegnare ai familiari delle vittime della guerra in Iraq la notizia del loro decesso, ci consegna una riflessione intima e amara sul dolore che i conflitti portano con sé. Piccole implosioni, vivido silenzio e tenere solitudini in questo splendido e fragile film.
9 - BENVENUTI A ZOMBIELAND
La commedia dell'anno. Un inatteso successo oltreoceano, da noi uscito direttamente ed inspiegabilmente per il mercato home video, già al lavoro per sequel che uscirà in 3D. Una pellicola on the road ambientata in un mondo ormai dominato dagli zombie strepitosa ed irriverente. Adatta anche a chi non ama il genere zombie-movie ma le ottime commedie. Un film che è già un cult. Imperdibile.
8 - TRA LE NUVOLE
Una tragi-commedia che riflette sulla crisi finanziaria e le sue inevitabili conseguenze.
Il figlio d'arte Jason Reitman, già autore di piccoli cult come "Thank you for smoking" e l'acclamato vincitore del festival di Roma 2008 "Juno" alle prese con la sua opera più matura convince e stupisce. Dialoghi frizzanti, sceneggiatura brillante ed interpreti impeccabili, con un Clooney in stato di grazia.
7 - L'UOMO CHE VERRA'
Il miglior film italiano dell'anno. Giorgio Diritti si conferma un talento straordinario e sensibile, firmando un piccolo capolavoro. La strage di Marzabotto, durante la seconda guerra mondiale, vista dagli occhi di una bambina scampata al massacro.
Recitato nell'antico dialetto romagnolo, il film restituisce la semplicità, i silenzi e le vite che si perdono nella storia. Senza vincitori, né vinti.
Un film necessario ed impagabile, da custodire ed amare. Per non dimenticare.
6 - IL PROFETA
Il cinema francese regala sempre grandi soddisfazioni, ma in questo caso Audiard dispensa un capolavoro, che ha concorso fino all'ultimo per l'oscar come miglior film straniero. Il racconto di formazione criminale di un giovane immigrato che in carcere è assoldato ed istruito dalla mafia còrsa, cinico e crudele. Girato divinamente con piglio realista, senza ruffianerie o sentimentalismi di parte.
Perché le prigioni sono anzitutto dentro di noi.
5 - IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
L'argentino Juan Josè Campanella gira il film della vita. Premiato a sorpresa con l'oscar come miglior film straniero, è una storia d'amore controtendenza, senza facili allusioni o cliché sentimentali ambientato su due piani temporali distinti ma contigui. Forte di una sceneggiatura strepitosa ed una fotografia sontuosa, retto dall'interpretazione regale di Ricardo Darìn, una sorta di Matroianni sudamericano.
Una pellicola girata con la maestria dei vecchi film di una volta, robusto e indimenticabile, con un paio di sequenze memorabili, da storia del cinema.
4 - THE ROAD
Tratto dall'immenso romanzo premio Pulitzer nel 2007 "La strada" di Cormac McCarthy la pellicola narra di un padre (uno strepitoso Viggo Mortensen) costretto a proteggere il proprio figlio in un mondo devastato da un non precisato disastro che ha spazzato via quasi ogni forma di vita sulla terra. Un racconto intimo e pregno, delicato e poetico pur nelle nefandezze che il genere umano sa produrre. Opera asciutta e cupa, silenziosa e cinica. Un film difficile, fragile ed intenso, che fa male. Come ogni cosa sublime che squarcia le nostre resistenze mettendoci a nudo.
3 - THE SOCIAL NETWORK
Non un film su Facebook, non un biopic sul suo fondatore Mark Zuckerberg, ma un film sui nostri tempi e gli anni zero.
Il miglior sceneggiatore hollywoodiano (Alan Sorkin) al servizio del regista più talentuoso (David Fincher) al lavoro con i giovani attori più interessanti del momento (Jesse Eisenberg e Andrew Garfield) producono un mix geniale e irresistibile con una pellicola in odore di oscar e pioggia di nomination. Il cult degli anni zero che sviscera le moderne inclinazioni sociali e decreta la potenza e l'influenza attuale della Rete.
2 - A SINGLE MAN
Lo stilista Tom Ford al suo esordio dietro la macchina da presa partorisce un film sublime e perfetto. Adattando per il grande schermo l'impervio romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", si cimenta in un lavoro elegante ed intenso, orchestrando con sentimento e passione il racconto dell'ultimo giorno di un uomo sopraffatto dal dolore e la solitudine, interpretato da un sontuoso Colin Firth. Ford incastra alla perfezione tutti gli elementi filmici e costruisce un ingranaggio scenico e cinematografico prezioso e soave, raro e commovente. Cinema alla sua magnifica essenza.
1 - AVATAR
Non un semplice film ma un evento. Polverizzato ogni record d'incasso il "costruttore di sogni" James Cameron porta avanti il suo percorso personale permettendo al cinema odierno di proiettarsi nel futuro digitale della terza dimensione. Ancora una volta avanza di un gradino nella scala della storia del cinema concependo un'opera straordinaria, un'impresa "divina" nel partorire e far vivere le sue creature Na'vi nel magico e bucolico mondo di Pandora, un lavoro improbo snocciolato lungo 14 anni che apre uno scorcio ed indica una nuova strada nelle possibilità artistiche della settima arte.
Una delle piccole perle della stagione. Snobbato dai media, adorato nei festival e candidato a due premi oscar, il film di Oren Moverman è un film sulla guerra anomalo e straziante. La storia di due ufficiali incaricati di consegnare ai familiari delle vittime della guerra in Iraq la notizia del loro decesso, ci consegna una riflessione intima e amara sul dolore che i conflitti portano con sé. Piccole implosioni, vivido silenzio e tenere solitudini in questo splendido e fragile film.
9 - BENVENUTI A ZOMBIELAND
La commedia dell'anno. Un inatteso successo oltreoceano, da noi uscito direttamente ed inspiegabilmente per il mercato home video, già al lavoro per sequel che uscirà in 3D. Una pellicola on the road ambientata in un mondo ormai dominato dagli zombie strepitosa ed irriverente. Adatta anche a chi non ama il genere zombie-movie ma le ottime commedie. Un film che è già un cult. Imperdibile.
8 - TRA LE NUVOLE
Una tragi-commedia che riflette sulla crisi finanziaria e le sue inevitabili conseguenze.
Il figlio d'arte Jason Reitman, già autore di piccoli cult come "Thank you for smoking" e l'acclamato vincitore del festival di Roma 2008 "Juno" alle prese con la sua opera più matura convince e stupisce. Dialoghi frizzanti, sceneggiatura brillante ed interpreti impeccabili, con un Clooney in stato di grazia.
7 - L'UOMO CHE VERRA'
Il miglior film italiano dell'anno. Giorgio Diritti si conferma un talento straordinario e sensibile, firmando un piccolo capolavoro. La strage di Marzabotto, durante la seconda guerra mondiale, vista dagli occhi di una bambina scampata al massacro.
Recitato nell'antico dialetto romagnolo, il film restituisce la semplicità, i silenzi e le vite che si perdono nella storia. Senza vincitori, né vinti.
Un film necessario ed impagabile, da custodire ed amare. Per non dimenticare.
6 - IL PROFETA
Il cinema francese regala sempre grandi soddisfazioni, ma in questo caso Audiard dispensa un capolavoro, che ha concorso fino all'ultimo per l'oscar come miglior film straniero. Il racconto di formazione criminale di un giovane immigrato che in carcere è assoldato ed istruito dalla mafia còrsa, cinico e crudele. Girato divinamente con piglio realista, senza ruffianerie o sentimentalismi di parte.
Perché le prigioni sono anzitutto dentro di noi.
5 - IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
L'argentino Juan Josè Campanella gira il film della vita. Premiato a sorpresa con l'oscar come miglior film straniero, è una storia d'amore controtendenza, senza facili allusioni o cliché sentimentali ambientato su due piani temporali distinti ma contigui. Forte di una sceneggiatura strepitosa ed una fotografia sontuosa, retto dall'interpretazione regale di Ricardo Darìn, una sorta di Matroianni sudamericano.
Una pellicola girata con la maestria dei vecchi film di una volta, robusto e indimenticabile, con un paio di sequenze memorabili, da storia del cinema.
4 - THE ROAD
Tratto dall'immenso romanzo premio Pulitzer nel 2007 "La strada" di Cormac McCarthy la pellicola narra di un padre (uno strepitoso Viggo Mortensen) costretto a proteggere il proprio figlio in un mondo devastato da un non precisato disastro che ha spazzato via quasi ogni forma di vita sulla terra. Un racconto intimo e pregno, delicato e poetico pur nelle nefandezze che il genere umano sa produrre. Opera asciutta e cupa, silenziosa e cinica. Un film difficile, fragile ed intenso, che fa male. Come ogni cosa sublime che squarcia le nostre resistenze mettendoci a nudo.
3 - THE SOCIAL NETWORK
Non un film su Facebook, non un biopic sul suo fondatore Mark Zuckerberg, ma un film sui nostri tempi e gli anni zero.
Il miglior sceneggiatore hollywoodiano (Alan Sorkin) al servizio del regista più talentuoso (David Fincher) al lavoro con i giovani attori più interessanti del momento (Jesse Eisenberg e Andrew Garfield) producono un mix geniale e irresistibile con una pellicola in odore di oscar e pioggia di nomination. Il cult degli anni zero che sviscera le moderne inclinazioni sociali e decreta la potenza e l'influenza attuale della Rete.
2 - A SINGLE MAN
Lo stilista Tom Ford al suo esordio dietro la macchina da presa partorisce un film sublime e perfetto. Adattando per il grande schermo l'impervio romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", si cimenta in un lavoro elegante ed intenso, orchestrando con sentimento e passione il racconto dell'ultimo giorno di un uomo sopraffatto dal dolore e la solitudine, interpretato da un sontuoso Colin Firth. Ford incastra alla perfezione tutti gli elementi filmici e costruisce un ingranaggio scenico e cinematografico prezioso e soave, raro e commovente. Cinema alla sua magnifica essenza.
1 - AVATAR
Non un semplice film ma un evento. Polverizzato ogni record d'incasso il "costruttore di sogni" James Cameron porta avanti il suo percorso personale permettendo al cinema odierno di proiettarsi nel futuro digitale della terza dimensione. Ancora una volta avanza di un gradino nella scala della storia del cinema concependo un'opera straordinaria, un'impresa "divina" nel partorire e far vivere le sue creature Na'vi nel magico e bucolico mondo di Pandora, un lavoro improbo snocciolato lungo 14 anni che apre uno scorcio ed indica una nuova strada nelle possibilità artistiche della settima arte.
martedì 4 gennaio 2011
The Tourist
Regia di Florian Henckel Von Donnersmarck
Produzione: USA, Francia 2010 01 Distribution
Sceneggiatura: Julian Fellowes, Christopher McQuarrie
Fotografia: John Seale
Montaggio: Joe Hutshing, Patricia Rommel
Scenografie: Colleen Atwood
Musiche: James Newton Howard
Genere: Thriller
Con: Angelina Jolie, Johnny Depp, Paul Bettany, Timothy Dalton
Durata: 103'
Gli ingredienti essenziali per un buon film sono vari: una splendida location, budget sostanzioso, attori internazionali di prim'ordine ed un regista talentuoso e premiato con l'oscar. Una miscela che solitamente dovrebbe essere garanzia di un prodotto di pregevole fattura, o perlomeno degno di considerazione.
Eppure Venezia, la coppia di divi inedita Depp-Jolie e il regista tedesco Von Donnersmarck - premiato con l'oscar come miglior film straniero nel 2007 con lo splendido Le vite degli altri - non sono sufficienti ad imbastire un degno (o come minimo sufficiente) remake della pellicola francese del 2005 Anthony Zimmer diretta da Jerome Salle.
Nelle intenzioni del regista teutonico vi era il preciso e lodevole tentativo di riportare in auge le vecchie pellicole giallo-rosa (Caccia al ladro o Sciarada), cercando di assemblare un blockbuster elegante dal sapore retrò con i crismi ed il piglio della narrazione moderna.
Ciò che ne viene fuori tuttavia è un enorme pasticcio cinematografico, una sorta di cinepanettone internazionale che seppur intrattiene decorosamente non riesce neanche lontanamente ad ambire alle aspirazioni cui si prefigge.
Ė un film pessimo che delude sotto ogni aspetto: dalla fotografia eccessivamente patinata da spot commerciale alle musiche scombinate e fuori luogo, passando per una regia convenzionale ed anonima ad una sceneggiatura a dir poco imbarazzante, che pur avvalendosi di due premi oscar come Julian Fellowes (Gosford Park) e Christopher McQuarrie (I soliti sospetti) non riesce a costruire quella tensione emotiva necessaria, e rimane piuttosto impantanata in inseguimenti improbabili al limite del surreale che infarciscono la pellicola di momenti comici involontari.
La due star mondiali più attese, sia per notorietà che per incassi, mettono a dura prova anche i loro fan più incalliti.
Angelina Jolie sembra quasi congelata nella sua bellezza statuaria, mentre Johnny Depp appare stralunato quanto annoiato, di certo non supportato nella caratterizzazione di un personaggio ambiguo e vuoto, oscurato dall'eleganza fascinosa e prepotente della Jolie.
Una cartolina magnifica per la splendida città lagunare di certo, che permette l'incursione ad alcuni attori nostrani di darsi un lustro evitabile, che finisce per rendere una delle pellicole più attese della stagione in quella che probabilmente si profila come la delusione maggiore.
VOTO 4
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