mercoledì 6 giugno 2012

In Time


Regia: Andrew Niccol
Distribuzione: Medusa
Sceneggiatura: Andrew Niccol
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Zach Staenberg
Scenografie: Vlad Bina
Musiche: Craig Armstrong
Costumi: Sarah Akhteh
Con: Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Olivia Wilde, Johnny Galecki
Durata: 109'








Il tempo è danaro” recita un vecchio adagio ma se davvero in un futuro prossimo l'intero sistema economico e sociale si basasse sul tempo come moneta?
E' questo l'intrigante incipit da cui parte il regista e sceneggiatore di culto Andrew Niccol, autore dello script di The Truman show e dietro la macchina da presa nei film cult Gattaca – La porta dell'universo e Lord of War, che dopo sei anni d'assenza torna con un nuovo action-movie futuristico in cui le realtà manipolate e l'antropologia fantascientifica, suoi temi dominanti, vengono riproposte sullo schermo all'interno di una società futuribile in cui l'umanità è sottoposta ad una "struggle for life" frenetica e inquietante .
Questa volta sceglie come protagonista la stella del pop Justine Timberlake che interpreta l'intrepido Wills Salas, un giovane abitante di un futuro distopico in cui il gene dell'invecchiamento è stato debellato. Allo scattare del venticinquesimo anno d'età si smette d'invecchiare e sul braccio di ognuno appare un countdown con i giorni, le ore e i minuti che mancano alla fine della propria esistenza. Will abita con la madre in un quartiere povero in cui la corsa alla sopravvivenza è giornaliera, ogni mattina ha solo 22 ore per lavorare e cercare di guadagnarsi altro tempo prezioso per vivere ancora un giorno. A qualche miglio di distanza pero' c'è la società perfetta dei miliardari di New Greenwich con all'attivo centinaia di anni e più da spendere che ambisce all'eternità e vive giornate oziose lontane da pericoli per timore di perderla.

All'interno di una società futuribile e una divisione architettonica rigorosa degli spazi, Niccol s'interroga nuovamente sul destino dell'umanità, in cui smettiamo di essere persone e diventiamo merce, scambiabile e trattabile nel mercato della vita. Come già nel suo piccolo capolavoro sci-fi di qualche anno fa, Gattaca, la società è suddivisa in due classi, i poveri mortali e i ricchi immortali, scartando l'ipotesi di superiorità genetica per propendere verso quella socio-economica come disuguaglianza sociale. Lo spunto di partenza è stimolante e conturbante ma il risultato finale non è all'altezza delle aspettative. I contenuti etici, morali ed estetici non vengono approfonditi a dovere a discapito di una spettacolarizzazione eccessiva e a volte perfino fuori luogo. Nel dipanarsi la storia perde mordente ed originalità cadendo nel convenzionale e nella prolissità avvitandosi su sé stesso con conseguente prevedibilità dello sviluppo narrativo che alla lunga risulta farraginoso e asettico.
Justin Timberlake e Amanda Seyfried dal canto loro non hanno il carisma e l'appeal necessario per reggere la pellicola e contribuire a dare spessore alla psicologia dei personaggi.
Quella che poteva ambire a diventare una nuova pellicola di culto di genere si rivela un ordinario film d'intrattenimento di fantascienza, come un amante gentile che seduce, illude ed abbandona presto.


VOTO 6

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