venerdì 22 marzo 2013

Re della terra selvaggia


Regia: Benh Zeitlin
Distribuzione: Fox Searchlight
Sceneggiatura: Benh Zeitlin, Lucy Alibar
Fotografia: Ben Richardson
Montaggio: Affonso Golçalves, Crocket Doob
Costumi: Stephani Lewis
Scenografie: Alex DiGerlando
Musiche: Benh Zeitlin, Dan Romer
Con: Quvenzhané Wallis,
Durata: 93'









Lungo, tortuoso e improbabile è stato il cammino di questa opera prima di Benh Zeitlin, nuovo enfant prodige del cinema americano, che lo ha condotto sino al salotto di casa Obama che lo ha insignito di miglior film dell'anno e poi da outsider sino a Los Angeles alla notte degli oscar dove la sua creatura cinematografica concorreva in quattro categorie tra cui quelle principali di miglior film, miglior regia e miglior attrice protagonista.
Un budget irrisorio, la scelta coraggiosa e insolita di girare nel formato raro del 16mm insieme ad una piccola troupe professionale e l'aiuto di decine di residenti locali in Lousiana, avvalersi di un gruppo di attori non professionisti sui quali svetta la piccola e straodinaria Quvenzhanè Wallis, 6 anni all'epoca delle riprese (mentì sull'età per partecipare ai provini e attrice più giovane di sempre ad ottenere una nomination agli oscar), e inoltre colonna sonora maestosa e aggraziata composta dallo stesso Zeitlin insieme all'amico Dan Romer, sono gli ingredienti del successo di questo piccolo gioiellino che ha esordito al Sundance Festival vincendo il Gran premio della giuria.
Successivamente trionfa sulla croisette di Cannes dove nella sezione Un certain regard si aggiudica la Camera d'or e da lì in poi premi e riconoscimenti in tutto il mondo.

Lo script è semplice e originale al contempo, e narra da un punto di vista infantile le vicende di Hushpuppy, una bimba che abita con il padre malato Winky in una piccola comunità tagliata fuori dal mondo civilizzato, al contatto con la natura nel villaggio chiamato Bathub “La grande vasca” in un tempo in cui i ghiacciai si stanno sciogliendo, permettendo ad antiche creature preistoriche chiamate Aurochs di ridestarsi, i livelli dei mari stanno salendo e gli uragani diventano sempre più catastrofici. In questo scenario apocalittico la piccola Hushpuppy dovrà imparare a sopravvivere in quel mondo selvaggio, senza abbandonarlo e diventarne un giorno la regina. Ma prima deve trovare la madre che non ha mai visto e parte alla sua ricerca.

Con i contorni di una favola allegorica di matrice ambientalista Benh Zeitlin ci accompagna in un percorso farcito di realismo magico, in cui i contorni tra fiaba e realtà si mescolano e compenetrano con una cifra stilistica che s'inerpica leggiadra sul filo che divide la poesia dalla retorica. Estasi di immagini sincere e sontuose che donano quell'aurea di autenticità che permea la pellicola, un po' parabola dell'umanità e un po' racconto di formazione immaginifico enfatizzato dal toccante voiceover alla Malick che imbelletta e seduce restituendo allo spettatore dopo la visione una leggera carezza all'animo.
Una piccola storia che diviene racconto universale, struggente che ammalia e sussurra all'intimo di ognuno di noi.


VOTO 8

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